Cass. n. 10584/2012 - Condominio, Tubature, impianto idrico, uso esclusivo, servitù, impianto condominiale o privato.

del 25/06/2012

in Sentenze, Impianti, Dipendenti

Cass. n. 10584/2012 - Condominio, Tubature, impianto idrico, uso esclusivo, servitù, impianto condominiale o privato.


SVOLGIMENTO DEL PROCESSO - Con atto di citazione 21.12.1990 M.C. conveniva in  giudizio, innanzi al  Pretore di Bari, il  Condominio (omissis), per sentirlo condannare alla esecuzione dei lavori necessari ad evitare i  rigurgiti di acque fecali nei locali  di proprieta' di essa attrice, determinati dal cattivo funzionamento  delle condotte fognarie condominiali.

 Il Condominio convenuto si costituiva dichiarando di essere dis ponibile ad eseguire le opere  indicate nella relazione peritale pe r ing. S. , redatta su incarico del  convenuto stesso. Il Pretore, con  sentenza 18.6.1996, condannava il condominio alla esecuzione delle opere indicate nella C.T.U. per  ing. N. R.. A seguito di impugnazione del Condominio, con sentenza depositata il 1.4.95, il  Tribunale di Bari accoglieva l'appello proposto nei confronti di M.C. e, per l'effetto, in parziale  riforma del capo a) della sentenza di primo gra do, condannava il Condominio alla esecuzione delle  opere indicate nella C.T.U. per ing. N. a seguito di nuova ispezione dei luoghi e del parziale  mutamento dei fenomeni lamentati, opere consistenti nella "sostituzione del raccordo a gomito al  piede della sola montante principale; innesto dire tto della condotta di scarico del bagno, sito nel  locale a piano terra, di proprieta' dell'attrice,  nel pozzetto condominiale, con separazione della  condotta medesima dalle montanti di scarico delle cucine e dei bagni posti  al livello superiore.

 Osservava la Corte distrettuale che il C.T.U., ri chiamato a chiarimenti, aveva prospettato, per  l'eliminazione del rigurgito di acque nere una soluzione alternativa, meno dispendiosa, giustificata  dalla riduzione del fenomeno seguita ad una corretta manutenzione ordinaria dell'impianto di  scarico condominiale e che parte appellata non aveva addotto alcun valido argomento per  disattendere detta soluzione alte rnativa adottata in sentenza.

Per la cassazione di tale sentenza ricorre M.C. articolando due  motivi. Il condominio intimato non  ha svolto attivita' difensiva.

 Motivi della decisione 

 La ricorrente deduce;

1) violazione dell'art. 360 n. 4 c.p.c. e/o fals a applicazione degli artt. 1027, 1032, 1033, 1047 c.c.,  poiche' era stata disposta una servitu' coattiva di tubazioni  di acquedotto per le acque nere,attraverso  i locali di essa M. "pur in presenza di una  condotta condominiale gia' esistente, anche se mal  funzionante, che attraversa l'androne, al solo fine di evitare una sp esa piu' costosa per il  condominio";

2)violazione dell'art. 360 n. 5 c.p.c. per contraddittoria motivazione, laddove il Tribunale aveva  ritenuto che parte appellata non avesse addotto  alcun valido argomento  per disattendere quanto  affermato dal C.T.U. (nella perizia depositata il 2.7.2002) in relazione alla  realizzazione di opere  meno onerose per il Condominio, non tenendo conto che la M. , sin dal primo scritto difensivo, si  era opposta alla costituzione di una servitu' a carico dei propri immobili che, comunque, sarebbero  rimasti danneggiati dalla esecuzione delle  opere indicate dal giudice di appello.

Le doglianze sub 1) e 2), da esaminare congiunta mente per la loro evidente connessione, sono  infondate; dai chiarimenti forniti dal C.T.U. risulta che la tubazione da realizzare doveva servire  esclusivamente i locali dell'attrice, mediante isolamento dalle montanti di discarico delle cucine e  dei bagni posti ai livelli superiori. Nella specie, non puo', pertanto,trovare applicazione la  presunzione di comproprieta' di cui all'art. 1117, n. 3 c.c. in quanto,  in linea con la giurisprudenza di  questa Corte, detta presunzione, prevista anche per l'impianto di scarico delle acque, opera con  riferimento alla parte dell'impianto che raccoglie  le acque provenienti dagli appartamenti e, quindi,  "che presenta l'attitudine all'uso ed al godimento collettivo, con esclusione  delle condutture (ivi  compresi i raccordi di collegamento) che diramandosi da detta colonna condominiale di scarico,  servono un appartamento di proprieta' esclusiva" (Cfr. Cass. n. 583/2001; n. 9940/98).

Non e' configurabile,conseguentemente, la lamentata costituzione di servitu', avuto riguardo al  principio "nemini res sua servit", a fronte dell'accertamento in fatto che le tubazioni realizzate, con  le modalita' di cui alla sentenza impugnata, servono  esclusivamente i locali dell'attrice, senza che sia  dato distinguere una diversa proprieta' del fondo dominante e di quello servente, diversita',  comunque, non individuata neppure dalla ricorrente.

Il ricorso, alla stregua delle cons iderazioni svolte, va rigettato. Nulla per le spese processuali del  giudizio di legittimita', stante il difetto di attivita' difensiva del Condominio intimato.

 P.Q.M.  

 Rigetta il ricorso