Ristrutturazioni Condominio: il debito è dell'ex proprietario, il nuovo è responsabile in solido.

del 13/10/2017

in Norme e leggi, Lavori, Sentenze

Cassazione, sentenza nr. 15547 del 22 giugno 2017


Le spese relative ai lavori deliberati sono a carico di chi è proprietario al momento della delibera, anche se l'effettivo pagamento avviene dopo che l'immobile cambia di proprietà. 

ORDINANZA

sul ricorso 21992-2015 proposto da:

(OMISSIS), elettivamente domiciliato in (OMISSIS), presso lo studio dell’avvocato (OMISSIS); che le rappresenta e difende;

– ricorrente –

contro

CONDOMINIO (OMISSIS), in persona dell’amministratore (OMISSIS), elettivamente domiciliato in (OMISSIS), presso lo studio dell’avvocato (OMISSIS), rappresentato e difeso dall’avvocato (OMISSIS);

– controricorrente –

avverso la sentenza n. 284/2015 della CORTE D’APPELLO di L’AQUILA, depositata il 25/02/2015;

udita la relazione della causa svolta nella camera di consiglio del 12/05/2017 dal Consigliere Dott. ANTONIO SCARPA.

FATTI DI CAUSA E RAGIONI DELLA DECISIONE

(OMISSIS) ha proposto ricorso per cassazione articolato in due motivi avverso la sentenza della Corte d’Appello di L’Aquila n. 284/2015 del 25 febbraio 2015. La sentenza impugnata ha rigettato l’appello formulato dallo stesso (OMISSIS) avverso la sentenza resa il 18 luglio 2013 dal Tribunale di Avezzano. Il giudizio aveva avuto inizio con ricorso per decreto ingiuntivo presentato dal Condominio (OMISSIS), nei confronti di (OMISSIS), relativo al pagamento della somma di Euro 15.174,78 dovuta a titolo di contributo per i lavori di manutenzione straordinaria dell’edificio deliberati nel 2000 ed eseguiti tra il 2000 ed il 2002, avendo poi il D’Incoronato alienato la propria unita’ immobiliare nel 2003.

Resiste con controricorso il Condominio (OMISSIS).

La Corte d’Appello di L’Aquila nella sentenza impugnata, per quanto qui rilevi, ha dichiarato inammissibile perche’ tardiva l’eccezione di prescrizione dell’opponente, poi appellante, (OMISSIS), in quanto avanzata in primo grado non con l’atto di opposizione a decreto ingiuntivo, ma solo con la comparsa di costituzione del suo nuovo difensore depositata il 30 aprile 2013, ben dopo la maturazione delle preclusioni deduttive. La Corte di L’Aquila ha poi definito infondata l’eccezione di carenza di legittimazione passiva del (OMISSIS) (ovvero, di suo difetto di titolarita’ passiva del rapporto obbligatorio per cui e’ causa), essendo lo stesso appellante condomino al momento in cui vennero deliberati i lavori di manutenzione straordinaria, e percio’ obbligato alle spese ad essi inerenti, pur non essendo piu’ condomino all’epoca dell’approvazione della delibera di ripartizione dell’aprile 2006.

Il primo motivo di ricorso di (OMISSIS) denuncia la violazione e falsa applicazione dell’articolo 2937 c.c., in relazione all’eccezione di prescrizione quinquennale ex articolo 2948 c.c., comma 4. Il ricorrente critica la Corte di L’Aquila per aver erroneamente ritenuto rinunciata tacitamente la prescrizione, avendo eccepito la stessa solo nella comparsa del nuovo difensore. Viene all’uopo citata giurisprudenza concernente la rinuncia implicita o tacita alla prescrizione.

Il secondo motivo di ricorso deduce la contraddittoria motivazione in relazione alla carenza di legittimazione passiva del (OMISSIS) con riguardo alla pretesa creditoria del Condominio (OMISSIS), la quale si basa su una delibera di ripartizione delle spese del 2006, allorche’ egli aveva ormai venduto la propria unita’ immobiliare ai signori (OMISSIS) e (OMISSIS) e non poteva quindi partecipare all’assemblea ne’ impugnarne la decisione.

Ritenuto che il ricorso potesse essere rigettato per manifesta infondatezza, con la conseguente definibilita’ nelle forme di cui all’articolo 380 bis c.p.c., in relazione all’articolo 375 c.p.c., comma 1, n. 5), su proposta del relatore, il presidente ha fissato l’adunanza della camera di consiglio.

Il Condominio (OMISSIS) ha presentato memoria ai sensi dell’articolo 380-bis c.p.c., comma 2.

Il primo motivo di ricorso denota un evidente difetto dei necessari requisiti di specificita’, completezza e riferibilita’ alla sentenza impugnata, in quanto non si confronta con la ratio decidendi di essa.

Dalla lettura del provvedimento, emerge con chiarezza che la Corte d’Appello di L’Aquila non ha ritenuto tacitamente o implicitamente rinunciata la prescrizione (come contesta il ricorrente), ma ha dichiarato inammissibile la relativa eccezione, giacche’ formulata non gia’ con l’atto di opposizione a decreto ingiuntivo, ma solo con la comparsa di costituzione del nuovo difensore depositata il 30 aprile 2013.