Sentenza n. 28734/08 - Condominio lavori straordinari: competenze amministratore

del 03/12/2008

in Sentenze, Lavori

Sentenza n. 28734/08 - Condominio lavori straordinari: competenze amministratore


Cass. civ., Sez. II, Sentenza 3 dicembre 2008, n. 28734



Fatto e diritto



P.B. ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza indicata in epigrafe che aveva rigettato la domanda con cui il medesimo aveva chiesto l'annullamento della delibera approvata dal condominio Il Ponte relativamente alla spesa concernente la voce "competenze tecniche amministrative per lavori straordinari" menzionata nel bilancio consuntivo. Il Giudice di Pace riteneva dovuta la spesa, relativa al compenso riconosciuto all'amministratore per i lavori eseguiti nello stabile condominiale, giacché era stata approvata dall'assemblea nel rispetto delle norme di cui agli artt. 1135 e 1136 cod. civ., osservando che il vizio denunciato concerneva il merito e non la validità della delibera.

Ha resistito l'intimato.

Attivatasi procedura ex art. 375 cod. proc. civ. il Procuratore Generale ha inviato richiesta scritta di rigetto del ricorso per manifesta infondatezza.

Il ricorso è manifestamente infondato e va rigettato.

Con il primo motivo il ricorrente, lamentando omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione su un punto decisivo della controversia (art. 360 n. 5 cod. proc. civ.), deduce che la motivazione con cui la sentenza aveva ritenuto dovuta la spesa in oggetto, era da considerarsi meramente apparente, non essendo al riguardo sufficiente affermare che la delibera fosse stata approvata con le maggioranze prescritte; d'altra parte, dalla documentazione prodotta dalla controparte non era emerso che l'importo di euro 528,00 concernesse un compenso straordinario o potesse essere perspicua a tal fine la voce “competenze tecniche amministrative per lavori straordinari” indicata nel bilancio consuntivo, posto che nelle precedenti riunioni i condomini non avevano mai inteso assegnare all'amministratore alcun compenso, perché altrimenti sarebbe stato deliberato contestualmente all'approvazione della spesa concernente i lavori; non erano stati forniti chiarimenti sulla maggiore attività espletata dall'amministratore in concomitanza con i lavori svolti; non era stata dimostrata dall'amministratore l'attività di assistenza ai lavori; pertanto, secondo l'orientamento della Suprema Corte, in mancanza di un delibera che stabilisca il compenso straordinario per lavori specifici, non può essere riconosciuto alcun diritto all'amministratore, non operando in tal caso la presunzione di onerosità del mandato.

Con il secondo motivo il ricorrente, lamentando omessa, insufficiente e contraddittoria motivazione su un punto decisivo della controversia (art. 360 n. 5 cod. proc. civ.), deduce la nullità della delibera per indeterminatezza dell'oggetto - che è questione rilevabile d'ufficio dal giudice - atteso che la voce “competenze tecniche amministrative per lavori straordinari” non conteneva un esplicito riferimento al compenso dell'amministratore.

I motivi, che - essendo strettamente connessi - vanno esaminati congiuntamente, devono essere disattesi.

In considerazione del valore della controversia, la decisione impugnata è stata emessa secondo equità: orbene, le sentenze di cui all'art. 113 cod. proc. civ. sono impugnabili con ricorso per cassazione, oltre che per le violazioni e i motivi previsti dai numeri 1 e 2 dell'art. 360 cod. proc. civ., solo - con riferimento al n. 3 dello stesso articolo - per violazioni della Costituzione, delle norme di diritto comunitario sovranazionali, della legge processuale, nonché, a seguito della sentenza della Corte costituzionale n. 206 del 2004, dei principi informatori della materia, restando pertanto escluse, anche dopo tale pronuncia, le altre violazioni di legge, mentre sono soggette a ricorso per cassazione - in relazione al n. 4 dello stesso art. 360 cod. proc. civ. - per nullità attinente alla motivazione, solo ove questa sia assolutamente mancante o apparente, ovvero fondata su affermazioni contrastanti o perplesse o, comunque, inidonee ad evidenziare la “ratio decidendi”. (Cass. 6382/2007).

Nella specie, deve escludersi che la motivazione sia apparente: il Giudice di Pace, nel ritenere dovuta la spesa relativa al compenso straordinario riconosciuto dal Condominio all'amministratore, ha evidenziato che la stessa trovava fondamento nella delibera che aveva approvato il bilancio consuntivo, in cui era stata indicata alla voce “competenze tecniche amministrative per lavori straordinari”. In proposito la sentenza ha escluso l'esistenza di alcun vizio di legittimità, evidenziando come le doglianze sollevate dall'attore, in realtà, avessero ad oggetto il merito e non la legittimità della delibera, secondo quanto al riguardo statuito dalla Suprema Corte, secondo cui il sindacato dell'Autorità giudiziaria sulle delibere delle assemblee condominiali non può estendersi alla valutazione del merito ed al controllo del potere discrezionale che l'assemblea esercita quale organo sovrano della volontà dei condomini, ma deve limitarsi al riscontro della legittimità che, oltre ad avere riguardo alle norme di legge o del regolamento condominiale, deve comprendere anche l'eccesso di potere, ravvisabile quando la decisione sia deviata dal suo modo di essere, perché in tal caso il giudice non controlla l'opportunità o la convenienza della soluzione adottata dalla delibera impugnata, ma deve stabilire solo che essa sia o meno il risultato del legittimo esercizio del potere discrezionale dell'organo deliberante (Cass. 5889/2001).

In realtà, il ricorso non formula alcuna censura specifica in ordine a pretesi vizi di legittimità che non sono menzionati, mentre la questione relativa alla nullità della deliberazione per indeterminatezza dell'oggetto, proposta nel successivo corso del giudizio, correttamente non era stata rilevata dal giudicante, posto che costituisce domanda nuova, e come tale è inammissibile, la domanda con cui si faccia valere un vizio della delibera diverso da quello fatto valere con l'atto introduttivo del giudizio: poiché alle delibere condominiali si applica il principio dettato in materia di contratti, secondo cui il potere attribuito al giudice dall'art. 1421 cod. civ. di rilevarne d'ufficio la nullità deve necessariamente coordinarsi con il principio della domanda ex art. 112 cod. proc. civ., il giudice non può dichiarare d'ufficio la nullità della delibera sulla base di ragioni diverse da quelle originariamente poste dalla parte a fondamento della relativa impugnazione (cas. 13732/2005).

Le spese della presente fase vanno poste a carico del ricorrente, risultato soccombente.



P.Q.M.

Rigetta il ricorso. Condanna il ricorrente al pagamento in favore del resistente delle spese relative alla presente fase che liquida in euro 700,00 di cui euro 100,00 per esborsi ed euro 600,00 per onorari di avvocato oltre spese generali ed accessori di legge.