DISTACCO DAGLI IMPIANTI CONDOMINIALI

del 24/10/2015

in Impianti, Spese, Parti comuni, Regolamento, Norme e leggi

Il condomino non può rinunciare al suo diritto sulle parti comuni.


Prima dell'entrata in vigore della recente riforma in materia condominiale l'art. 1118, comma 2 c.c., stabiliva che il condomino che rinunciava al diritto sulle cose comuni non poteva sottrarsi al contributo per la loro conservazione. La stessa giurisprudenza aveva distinto la rinuncia alla proprietà, considerata inammissibile, da quella sull'uso delle parti comuni, possibile solo se il regolamento condominiale non lo vietasse e che detta rinuncia non danneggiasse gli altri partecipanti al condominio. In pratica il condomino che rinunciava all'uso delle parti comuni doveva continuare a contribuire alle spese per la loro conservazione.

Oggi con la nuova formulazione dell'art. 1118, comma 2 c.c., il legislatore stabilisce che il condomino non possa rinunciare al suo diritto sulle parti comuni, risolvendo così ogni dubbio sulla contribuzione alle spese per la conservazione delle parti comuni. 

Per quanto riguarda l'impianto centralizzato di riscaldamento o di condizionamento lo stesso articolo, al comma 3, prevede che il condomino possa rinunciare all'utilizzo, a condizione che il distacco non determini notevoli squilibri di funzionamento o aggravi di spesa per gli altri condomini. In tal caso il rinunciante resta tenuto a concorrere al pagamento delle sole spese per la manutenzione straordinaria dell'impianto e per la sua conservazione e messa a norma.

 

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